Worldlog Settimana 43 – 2009


23 ottobre 2009

La settimana scorsa ero a Guinea Olandese per lavoro. La trasferta con tutti i capogruppi Olandesi era molto intensiva. Non avevo molta occasione di fare un resoconto durante la trasferta. Sotto vedi un paio di foto della mia visita a Guinea Olandese. Nel frattempo ho sentito una novità spettacolare. Due ricercatori della World Bank (Banca Mondiale), Robert Goodland e Jeff Anhang, hanno studiato gli effetti climatici dell’allevamento di bestiame. La loro conclusione è scioccante: l’allevamento di bestiame non è responsabile per il 18%, ma addirittura del 51% delle emissioni di gas serra al livello mondiale. Per chi vuole leggere la relazione completa, si trova qui sotto.

Il nostro dipartimento scientifico sta producendo un film sulla pesca che risulta in una carenza di pesce negli oceani. Lo sapevi che i nostri gatti mangiano più pesce che tutte le foche in totale, che i nostri maiali mangiano più pesce che tutti gli squali in totale e che le galline nell’allevamento di bestiame mangiano più pesce che tutti i puffini e albatri nel mondo?
La nostra politica Ponziana toglie un pezzo irreversibile e devastante del futuro ai nostri bambini e nipoti.

Dal 1980 la richiesta complessiva mondiale ha superato e continua a superare le possibilità rigenerative della terra. Consumiamo più di ciò che la nostra terra è capace di produrre. La Global Foodprint Network (“Rete Globale di effetti del cibo”) ha calcolato che ciò che consumeremo in quest’anno dal 25 settembre, viene rubato dalle generazioni future. La politica è colpevole delle tecniche Ponziane nel campo di gestione dell’acqua, della produzione del cibo, della pesca degli oceani finché non sia finito tutto il pesce, delle emissioni di anidride carbonica, del prezzo dei carburanti e della produzione di proteine animaleschi.

Secondo il foro mondiale dell’acqua il 70% della popolazione mondiale avrà delle difficoltà con l’acqua potabile nel 2017. Nonostante, i Paesi Bassi puntano sulla produzione di carne, che richiede migliaia di litri di acqua potabile al chilo.

Ogni ora muoiono 400 bambini in conseguenza alla mancanza di cibo, ma continuiamo ad usare la metà della produzione mondiale di grano per l’allevamento di bestiame. Ciò nonostante sappiamo che i problemi diventeranno irrisolvibili: secondo la Food and Agriculture Organization (l’Organizzazione del Cibo e l’Agricoltura) la produzione mondiale di cibo deve aumentare con il 70% nel 2050, una cosa che con le risorse al momento disponibili è inconcepibile. Gli oceani saranno privi di pesce nel 2048.

Sappiamo che ancora durante questo secolo le riserve di fosfato globale finiranno, per cui diventerà impossibile produrre il concime. Ciononostante la stimolazione di agricoltura biologica non ha priorità.
Secondo gli scienziati climatici i costi insostenibili del problema climatico potrebbero essere ridotti con il 50-70% se avessimo una società più puntata sui vegetali, ma in vista dell’incontro a Copenaghen sui cambiamenti climatici nessuno ne parla.

Possiamo aspettare le conseguenze della politica Ponziana come la fame, i flussi di rifugiati, la guerra e finalmente lo stato in cui il nostro pianeta sarà invivibile.

Oppure possiamo scegliere una politica fondamentalmente diversa dove si da priorità alla conservazione al lungo termine e alla compassione. Albert Einstein ha indicato che non aveva molto senso risolvere i problemi usando gli stessi metodi che hanno causato tale problema. Tocca agli elettori pronunciare il fallimento della politica Ponziana.
Un’ultima bella notizia è che il giornale mensile Olandese “Opzij” ha scelto le 100 donne più potenti dei Paesi Bassi, divise in dieci categorie. Ed io sono una di quelle, sono addirittura la più giovane delle 100 (insieme ad un’altra donna); 98 di loro sono nate prima del 1972.

Una splendida notizia per il nostro movimento, non siamo più ignorate, prese in giro o combattute; i nostri sforzi vengono concessi e riconosciuti. E questo è un vantaggio per gli animali!

Alla prossima settimana!