Worldlog Settimana 08 – 2012


20 febbraio 2012

Buone notizie per cominciare: Erwin Vermeulen è libero! Venerdì 17 Febbraio il volontario olandese del Sea Shepherd è stato liberato in Giappone. Fino a mercoledì 22 febbraio deve rimanere ancora in Giappone per la sentenza definitiva, ma contro Erwin è stato chiesto solo una multa di 1000 euro. Alla sua famiglia e amici ha fatto sapere che come prima cosa andava a farsi prima un bagno caldo e poi un pranzo caldo.

L’organizzazione ambientalista Sea Shepherd è attiva con una squadra internazionale nella località costiera Giapponese di Taiji per registrare immagini della caccia di delfini selvatici, il commercio e le uccisioni che ne seguono. Erwin Vermeulen è uno dei volontari “Cove Guardians”. Il 16 Dicembre dell’anno scorso è stato arrestato quando voleva fotografare il trasporto di un delfino. Avrebbe dato nel fare ciò una spinta ad un collaboratore di un albergo. Per questo presunto reato Erwin è stato per due mesi in una cella.

Buone notizie per Erwin, ma notizie inquietanti riguardante il protettore d’animali l’olandese Edwin Wiek che vive in Thailandia. Lui gestisce lì un rifugio della Wildlife Friends Foundation per animali selvatici, ma adesso è ostacolato da parte del governo Thailandese. Sembra essere cosi che il governo porta via con violenza gli animali salvati. E questo perché il governo Thailandese ritiene che gli animali siano tenuti in modo illegale.

Edwin cattura in Thailandia orsi, elefanti e scimmie e tenta cosi di tenerli fuori delle mani dell’industria dello spettacolo. Un lavoro buono e nobile, ma purtroppo viene contrastato dalle persone affamate di soldi. La mia collega Esther Ouwehand vuole fare domande il parlamento a proposito.

Nel mio Worldlog della settimana 6 ho già indicato che vogliamo dare attenzione alla situazione seria dei carangidi nel Sud dell’oceano Pacifico. Manca pochissimo tempo per poter salvare i carangidi e perciò noi vogliamo un divieto di pesca ed importazione di carangidi.

Noi evidenziamo già da anni la preoccupante sovraccapacità della flotta da pesca. Le recenti notizie circa l’eccessivo sfruttamento dei carangidi nel Sud dell’oceano Pacifico ne sono una nuova prova. La quantità di carangidi negli ultimi 20 anni si è ridotta del 90 percento. Negli ultimi 5 anni anche di più della metà dei carangidi è stata pescata dal mare. La flotta da pesca industriale olandese ha avuto un ruolo di prima importanza in ciò. La Pelagic Freezer-Trawler Association, con sede nei Paesi Bassi, pescava in quel periodo nell’oceano pacifico con grandi fabbriche di pesce galleggianti, con reti che possono contenere facilmente un completo stadio di calcio.

Noi sosteniamo che ci sia una sola soluzione per salvare i carangidi: navi olandesi non possono più in nessun caso pescare i carangidi nel sud dell’oceano Pacifico. Inoltre i Paesi Bassi devono darsi da fare in Europa per un divieto di pesca europea.

La settimana scorsa abbiamo chiesto il presidente del consiglio dei ministri Rutte di rappresentare i Paesi Bassi alla Rio+20 conferenza sullo sviluppo sostenibile dal 20 al 22 Giugno di quest’anno. Vent’anni dopo la prima grande conferenza-ONU sulla capacità elle terra di sostenerci uno sviluppo sostenibile sembra più lontano che mai. Come le date anche il luogo di Rio+20 è simbolico: anche la prima conferenza internazionale, nel 1992, si è svolto in Rio de Janeiro. È della massima importanza che leader di governi s’incontrano per concordare un piano d’azione ambizioso per l’ambiente: il futuro del nostro pianeta è in gioco!

Saluti, Marianne