Worldlog Marianne Thieme 22 maggio 2018


22 maggio 2018

Fino alla scorsa settimana c’era la pausa parlamentare di maggio e noi come parlamentari eravamo liberi. Subito dopo la pausa, abbiamo sollevato questioni importanti nel parlamento, tra le quali la necessità di fermare la crescita del traffico aereo e di affrontare finalmente gli abusi nei porcili olandesi. È terribile vedere come trattiamo le creature intelligenti come i maiali in un paese sviluppato come i Paesi Bassi: il settore ha continuato dei incroci nei allevamenti per ottenere sempre più nascite nello stesso parto di una scrofa. Di conseguenza, quasi 5 milioni di maialini all’anno sono troppo deboli alla nascita e muoiono di ipotermia o diarrea. Questi maialini vengono regolarmente picchiati a morte sul muro dall’agricoltore o appese, con delle mollette alle orecchie, in un secchio di acqua calda contro l’ipotermia. Il fatto che il settore consideri questo come la soluzione è troppo indicativo per il fallimento morale dell’allevamento convenzionale.


Esther Ouwehand, onorevole per il Partito per gli Animali, spiega nel parlamento gli abusi dell’industria suina.

La scorsa settimana abbiamo visto anche un cambio di paradigma che sosteniamo da anni. L’ISTAT olandese (Centraal Bureau voor de Statistiek (CBS)), come importante istituzione scientifica, ha pubblicato la scorsa settimana la cosiddetta “Monitoraggio Ampio Benessere”. Questo monitor non misura il nostro benessere esclusivamente sulla base del prodotto interno lordo (PIL), ma esamina anche indicatori come l’ambiente, la salute, l’istruzione, il lavoro, la sicurezza, la fiducia e la disuguaglianza. Fino ad ora, soprattutto la variazione del PIL (crescita economica) è stata misurata e considerata il fattore più importante in cui la politica deve essere orientata. Ma benessere è più della sola crescita economica. Inoltre, il monitor non guarda solo al livello della prosperità ampia “qui e ora”, ma anche in che misura questa ambizione di benessere potrebbe condizionare le generazioni future nei Paesi Bassi o in altri paesi.

I risultati di questo monitor unico sono scioccante: I Paesi Bassi sono ufficialmente proclamati il ragazzino più sporco della classe. Il nostro paese è finito all’ultimo posto in Europa, soprattutto a causa dell’enorme numero di bestiame e della grande quantità di letame. Siamo letteralmente ricco sfondato ma maleodorante: più ricchi che mai espressi in denaro, ma allo stesso tempo non siamo mai stati così poveri guardando alla prospettiva ecologica. La nostra ricchezza che è a discapito delle generazioni successive, a scapito degli altri abitanti del pianeta non è la ricchezza, ma una rapina superficiale.


Pulizia dopo disastro petrolifero

L’approccio del monitor è molto allineato con la visione di ampiezza planetaria del Partito per gli Animali e di tutte le nostre consorelle in tutto il mondo. Il monitor mostra le conseguenze delle nostre azioni e mostra che il modo attuale di trattare con il nostro ambiente, gli uni con gli altri, gli animali e l’ambiente non è più accettabile. Speriamo solo che nella prossima edizione del monitor, gli interessi di tutti gli abitanti del pianeta saranno presi in considerazione, e non esclusivamente con quelli dell’uomo.

Anche dal nostro gruppo nel Parlamento europeo ci sono state buone notizie: l’UE ha finalmente votato per un divieto (parziale) di neonicotinoidi, usati come pesticidi. Questo è un passo importante per le api e l’intero pianeta! Inoltre, il Parlamento europeo ha chiesto un divieto mondiale di test sugli animali per cosmetici. Nel 2004 l’UE ha già vietato i test sugli animali per prodotti cosmetici, ma nei negozi ci sono ancora cosmetici per i quali animali hanno sofferto.


Anche questo è possibile: la prima bistecca vegetale al mondo

Purtroppo, ci sono ancora sviluppi preoccupanti sia in Europa come altrove. L’UE solo ora nota ciò per cui noi abbiamo immediatamente messo in guardia: l’accordo di associazione con l’Ucraina allaga il mercato dell’UE con polli proveniente da allevamenti intensivi dall’Ucraina. Questi polli sono tenuti in condizioni terribili e le mega-stalle in cui sono tenuti sono spesso finanziate dai Paesi Bassi. È emerso inoltre che l’UE sta finanziando campagne che tentano di stimolare il basso consumo di carne di coniglio. Inaccettabile. Dobbiamo finire questo sistema inquinante, pieno di sofferenza umana e animale, e collaborare per rendere possibile un’agricoltura più sostenibile e vegetale.

E per concludere positivamente con questo pensiero: l’azienda olandese Vivera ha il mondo lanciata la prima bistecca senza sofferenza animale! 100% vegetale e senza olio di palma. Qui ne puoi leggere di più.

Alla prossima volta,

Marianne